
La commissione per l’assegnazione degli alloggi (CAL) non si limita a convalidare i fascicoli completi. Essa arbitra tra candidature concorrenti per un medesimo alloggio, in un contesto in cui la domanda supera strutturalmente l’offerta. Comprendere la meccanica interna di questo arbitraggio permette di anticipare le decisioni e, se del caso, di contestare un rifiuto su basi solide.
Valutazione e rango: la meccanica di classificazione prima della commissione di assegnazione
Ancor prima che la CAL si riunisca, un lavoro di preselezione filtra le candidature. Il sistema di valutazione, reso obbligatorio dalla legge Uguaglianza e Cittadinanza del 2017, attribuisce un punteggio a ciascun fascicolo secondo criteri ponderati definiti da ciascuna intercomunalità o ente locatore.
Questo punteggio integra l’anzianità della domanda, il tasso di sforzo attuale del nucleo familiare, le condizioni abitative (sovraffollamento, insalubrità, ospitalità presso terzi) e i criteri di priorità legali. La classificazione risultante determina il rango di presentazione davanti alla commissione.
- Il candidato di rango 1 è colui che l’ente locatore raccomanda in priorità per l’alloggio disponibile, sulla base del punteggio di valutazione e dell’adeguatezza tra il profilo del nucleo familiare e le caratteristiche dell’alloggio.
- I candidati di rango 2 e 3 sono alternative presentate per garantire la trasparenza della procedura e offrire una reale scelta alla commissione.
- La commissione può rifiutare il candidato di rango 1 e selezionare un altro profilo, a condizione di motivare per iscritto la sua decisione.
Osserviamo che la griglia di valutazione varia sensibilmente da un territorio all’altro. Un fascicolo molto ben classificato in un comune può trovarsi in posizione sfavorevole in un’intercomunalità vicina che applica ponderazioni diverse. È quindi pertinente consultare un forum sull’assegnazione dell’alloggio proposto al richiedente per confrontare i resoconti di esperienze secondo i territori.

Composizione e quorum della CAL: chi vota sul tuo fascicolo
La CAL non è un’istanza monolitica dell’ente locatore. La sua composizione è regolata dal Codice delle costruzioni e dell’abitazione (articoli R.441-9 e seguenti). Essa riunisce rappresentanti dell’ente locatore sociale, del prefetto, della comunità territoriale interessata e delle associazioni di inquilini.
Il sindaco del comune in cui si trova l’alloggio (o suo rappresentante) partecipa di diritto. Il suo parere, sebbene consultivo nella maggior parte dei casi, pesa nella deliberazione. In zona tesa, il prefetto dispone di un contingente riservato che gli conferisce un potere di proposta diretto.
La commissione delibera validamente quando viene raggiunto il quorum. Ogni membro presente dispone di un voto. Il voto riguarda ogni candidatura singolarmente, con tre possibili esiti: assegnazione, rifiuto motivato o rinvio del fascicolo per integrazione di informazioni.
Il peso dei riservatari nella decisione
Gli alloggi sociali sono suddivisi tra diversi riservatari: lo Stato (contingente prefettizio), Action Logement (per i dipendenti delle aziende contribuenti) e le collettività locali. Ogni riservatario propone i propri candidati per gli alloggi che rientrano nel suo contingente.
La CAL rimane sovrana nella sua decisione finale, ma in pratica segue molto spesso la proposta del riservatario competente. Un rifiuto di questa proposta richiede una motivazione circostanziata, il che limita le discrepanze.
Parere favorevole della commissione di assegnazione: cosa implica realmente
Un parere favorevole non significa un ingresso immediato nell’alloggio. Il richiedente ha un termine per accettare o rifiutare la proposta. Questo termine, generalmente fissato a dieci giorni, decorre dalla notifica della decisione.
L’accettazione avvia la fase di firma del contratto di locazione e di stato dei luoghi. Un rifiuto, invece, ha conseguenze che non devono essere sottovalutate: in caso di rifiuto di due proposte adeguate, il richiedente può vedere la propria domanda cancellata o il proprio fascicolo retrocesso nel sistema di valutazione.
Rifiuto della commissione: i motivi ammissibili
La commissione può rifiutare un fascicolo solo per motivi limitatamente definiti. I più frequenti sono l’inadeguatezza tra le risorse del nucleo familiare e l’affitto dell’alloggio, l’incompletezza del fascicolo o il superamento dei limiti di reddito.
Qualsiasi rifiuto deve essere notificato per iscritto con indicazione dei motivi. L’assenza di motivazione costituisce un vizio di procedura che il richiedente può invocare in un ricorso amministrativo presso l’ente locatore o un ricorso giurisdizionale davanti al tribunale amministrativo.

Tempi di attesa e tensione territoriale: perché la CAL non basta a spiegare l’attesa
Ridurre il tempo di ottenimento di un alloggio sociale all’unica efficacia della commissione sarebbe un errore di analisi. In Île-de-France, i dati del 2025 segnalano 933 996 domande registrate per 67 113 assegnazioni, con un tempo mediano di 30,4 mesi. Questa sproporzione strutturale significa che un fascicolo completo e prioritario può attendere diversi anni prima di essere presentato in commissione.
La CAL esamina solo i fascicoli proposti per un alloggio specifico diventato vacante. Essa non tratta l’insieme delle domande in attesa. Il collo di bottiglia si trova a monte, nella liberazione degli alloggi e nel ritmo di costruzione nuova.
Raccomandiamo ai richiedenti di non concentrarsi esclusivamente sul passaggio in commissione, ma di verificare regolarmente il proprio posizionamento nel sistema di valutazione e di aggiornare il proprio fascicolo ogni anno. Una domanda non rinnovata nei termini viene automaticamente cancellata, il che fa perdere tutta l’anzianità accumulata.
Il ricorso DALO (diritto all’abitazione opponibile) costituisce un leva distinta per i nuclei familiari riconosciuti prioritari dalla commissione di mediazione. Questa procedura impone al prefetto un obbligo di risultato, indipendentemente dal funzionamento ordinario della CAL. Ma il DALO non salta la commissione di assegnazione: l’alloggio proposto passa comunque in CAL, anche se la decisione di assegnazione è allora molto fortemente orientata dalla decisione prefettizia.